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I COLORI DELL’ARCHITETTURA: LE CITTÀ INSTAGRAMMABILI DAI TONI FREDDI

Dopo i primi due articoli, in cui vi ho parlato delle città bianche instagrammabili e delle città instagrammabili dai toni caldi, torno a parlarvi delle più belle città che si sono distinte per i loro colori e questa volta lo faccio raccontandovi le città instagrammabili dai toni freddi. Nel precedente articolo vi ho già spiegato la differenza tra toni caldi e toni freddi, ma non vi ho detto che sono secoli che i colori vengono studiati per poterli definire meglio, ricorrendo spesso all’utilizzo di cerchi cromatici.

IL CERCHIO DI ITTEN: UN CERCHIO CROMATICO PER DEFINIRE I COLORI

Sia scienziati che artisti analizzano da tempo i colori per cercare di definirne differenze e natura e spesso si sono avvalsi dell’utilizzo di uno strumento rappresentativo denominato cerchio cromatico. Il primo sembra risalire al 1672 con Isaac Newton, ma successivamente ne furono creati altri da studiosi come Harris, Goethe e Chevreul. Fu solo nel 1921 con J. Itten che si arrivò ad uno strumento più preciso: il cerchio di Itten.

Cos’è il Cerchio di Itten? È un cerchio cromatico che aiuta a capire e definire i diversi tipi di colore, suddividendoli in primari (i tre colori che compongono il triangolo), secondari (i tre colori che compongono l’esagono) e terziari (i colori che compongono il cerchio), fornendo così uno strumento per riconoscerli. Inoltre è possibile riconoscere anche i colori complementari, ovvero quei colori che se accostati si esaltano a vicenda e si individuano sul cerchio, nel punto esattamente opposto al colore analizzato.

l'immagine rappresenta il cerchio di Itten, strumento ideato per definire i colori primari, secondari, terziari e complementari.
il cerchio di Itten

LE CITTÀ INSTAGRAMMABILI DAI TONI FREDDI SECONDO LE TRAVEL BLOGGER ITALIANE.

Anche per questo articolo ho chiesto la collaborazione delle mie colleghe della community Travel Blogger Italiane: vi racconteranno le città più belle ed instagrammabili dai toni freddi da loro visitate, spiegando anche i motivi di tali scelte cromatiche. Siete curiosi? Iniziamo subito a leggere i loro racconti!

CHEFCHAOUEN:  la perla blu del Marocco

Scritto da Valeria di Mente in viaggio

Trovarsi a camminare per le strette vie di Chefchaouen (o di Chef, come dicono affettuosamente gli abitanti) è un’esperienza magica, perché sembra di trovarsi in un paese da fiaba: le abitazioni sono colorate di un turchese intenso, che fa da contraltare ai colori accessi dei tappeti esposti nei tanti negozietti.  Non si deve far altro che bighellonare e guardarsi intorno… e fermarsi a ogni angolo per scattare una foto. Inutile dire che Chefchaouen è davvero fotogenica, complice anche la luce e il cielo terso di questa zona del Marocco. Questo l’ha resa sicuramente, negli ultimi tempi, una della mete più instagrammabili da parte dei travel blogger!

Le ragioni del colore della sua architettura sono avvolte nella leggenda. L’azzurro potrebbe essere stato utilizzato come repellente naturale contro le zanzare oppure per mantenere gli ambienti interni freschi nonostante il sole del Rif. Secondo altri racconti, il colore andrebbe fatto risalire alle origini della città: Chefchaouen, infatti, è nata come luogo di rifugio degli Ebrei esuli dalla Spagna del Sud, non a caso, ancora oggi, molti abitanti parlano correttamente la lingua spagnola. Le facciate di alcune case ricordano i Pueblos Blancos tipici dell’Andalusia, che qui però hanno preso il colore del cielo. L’azzurro e il blu, infatti, nella tradizione ebraica, richiamerebbe simbolicamente il Paradiso.

Nonostante la sua recente popolarità, la sua piccola medina ha ancora un aspetto autentico, che si manifesta nelle tradizionali Djellaba, indossate ancora da gran parte degli uomini che qui vivono.

Se volete scattare anche voi un selfie con il colore blu a fare da sfondo, la città più vicina in cui atterrare è Tangeri.  In alternativa, è possibile raggiungere Chefchaoeun in auto, con un’escursione giornaliera da Fez, che dista poco più di 200 km.

chefchaouen_marocco
Photo Credit: Valeria di Mente in viaggio

MARKEN: il verde Zaans

Scritto da Raffaella di Giringiro

Marken è un piccolo villaggio posto su una penisola a nord-est di Amsterdam. E’ famoso per le sue case in legno dipinte di verde scuro, molte delle quali su palificazioni. Alcune sono tutelate come patrimonio storico.

Fin dalla prima volta che l’ho visitato mi ha colpita rispetto ad altri paesi con le tipiche costruzioni verdi come Zaanse Schans o Enkhuizen perchè è reale. Gli altri sono stati riedificati nel tempo, spostando case da altre zone e ricostruendole in quel luogo per preservarle.

Marken invece è un vero e proprio villaggio che in passato ha dovuto fare i conti con violente mareggiate (ecco perchè le case erano edificate sui pali). Non è però sempre stato una penisola. Fino a metà degli anni 50 era un isolotto, spesso preda della furia incontrollata del mare. Dopo la costruzione della grande diga olandese ed il prosciugamento di alcuni polder venne deciso di unire l’isolotto alla terraferma con uno sbarramento. Una volta i suoi abitanti vivevano dei proventi della pesca, adesso ovviamente è il turismo la principale fonte di sostentamento. Lasciata l’auto nell’unico parcheggio e varcato il ponte Beatrixbrug ci si addentra in questo piccolo scrigno verde.

Il verde Zaans, nato dalla mescolanza di tre diversi pigmenti di verde, nacque nell’omonima zona al centro dei Paesi Bassi. Dalla metà del XVIII secolo si cominciò a dipingere le case della zona con questo colore. I pigmenti, a base di composti di rame, per comporre questa colorazione erano forniti dai numerosi mulini della zona che macinavano polveri e colori e permettevano di creare vernici. Oltre ad essere una bella tonalità di verde, per la loro tossicità queste vernici avevano una grande capacità di preservare il legno. Si rivelarono così ideali per tutti gli edifici a ridosso del mare e, probabilmente per questo motivo, questa vernice si diffuse rapidamente in altre zone della nazione. Questo colore tra l’altro attirò l’attenzione del famoso pittore impressionista francese Oscar-Claude Monet che trasse ispirazione per un suo quadro.

Questo tradizionale paese attrae anche per il suo porticciolo, il faro posto sulla punta della penisola, le anziane signore che la domenica escono da messa sfoggiando gli abiti tipici ed il piccolo museo che spiega la storia del villaggio. Consiglio di tenerlo a mente per una prossima vacanza nei Paesi Bassi.

l'immagine cattura uno scorcio della città di Merken, una città dei Paesi Bassi dal caratteristico color verde
Photo Credit: Raffaella di Giringiro

JODHPUR: la città blu dell’India

Scritto da Teresa di Nonni Avventura


Una delle città del Rajasthan che merita una visita è sicuramente Jodhpur.
I motivi per visitarla sono davvero tanti; dallo splendido forte che domina la città al suo mercato rinomato per le spezie. Si trova nel deserto del Thar, sia pure non nel cuore; e vanta il primato di seconda città più grande dello stato indiano.


Ma forse non tutti sanno che è conosciuta come la “città blu dell’India”. Il motivo di questo appellativo è molto semplice da capire: le case all’interno di una delle aree di Jodhpur ha le pareti completamente dipinte di blu, così come lo sono le sue porte. Potete visitare questa area o se non avete tempo, potete ammirare la zona blu dall’alto della fortezza di Mehrangarth.

Ma la domanda sorge spontanea: perchè venne scelto questo colore per dipingere le pareti delle case? Il blu ha un significato particolare? Per capire meglio, bisogna ricordare che in India, fino all’avvento di Ghandi, esisteva il sistema delle caste. La popolazione era rigidamente suddivisa in quattro fasce, ed esisteva il divieto assoluto di mescolarsi.

La casta più importante, quella che rivestiva i ruoli politici ed economici più importanti, era quella dei rabbini e il colore che li distingueva era il blu; di conseguenza l’area abitata per la maggior parte da membri di questa casta era dipinta di blu. Oggi, il sistema delle caste non esiste più, almeno a livello ufficiale. Pertanto la scelta di dipingere le case di blu ha perso la sua motivazione iniziale. Ma le case continuano ad essere dipinte con questo colore in quanto, dicono, il blu tiene lontani insetti e zanzare.

l'immagina ritrae una panoramica della città di Jodhpur, in India, dove spicca il colore azzurro delle loro abitazioni.
Photo Credit: Pixabay

CASAMASSIMA: LA CITTÀ AZZURRA D’ITALIA

Scritto da Angela di In giro con Angela

A 18 chilometri da Bari, nel cuore del Tavoliere delle Puglie, è possibile visitare un paese il cui centro storico ha le case tinteggiate di azzurro. Siamo a Casamassima, la città azzurra d’Italia, come l’ha definita il pittore milanese Vittorio Vivarini. Molti artisti l’hanno scelta come sfondo perfetto per i loro dipinti, dandole l’importanza che si merita.

Come mai il borgo antico è dipinto di blu? Ci sono varie ipotesi che posso sintetizzare così:

  • L’ipotesi più accreditata ci porta al 1600, quando dopo una terribile epidemia di peste, la città rimasta indenne, decise, sotto ordine del Duca Orlando Vaaz, di ritinteggiare le pareti delle case dello stesso colore del manto, il Maphorion, della Vergine Odegitria, protettrice della città, per ringraziarla di aver salvato la città;
  • Una leggenda invece lega il colore delle pareti al colore dell’acqua che le donne utilizzavano per fare il bucato. Queste erano solite usare una polvere azzurra per evitare che i vestiti ingiallissero. L’acqua veniva poi usata per lavare le pareti o veniva mescolata per riverniciarle;
  • L’ipotesi più recente, sostenuta da uno studio dell’arch. Marilina Pagliara, collega tutte le città azzurre del mondo: Jodhpur, Chefchouen e Safed. Queste hanno accolto comunità ebraiche in fuga che erano solite tinteggiare le pareti delle loro case con una polvere blu di tekhelel, colorante naturale ricavato dai frutti di mare. Nel 1609 un mercante ebraico sefradita, Miguel Vaaz de Andrade, acquistò il feudo di Casamassima per 76000 ducati, dando vita così, probabilmente, ad un insediamento ebraico.

Casamassima è un bellissimo borgo medievale che vale la pena visitare non solo per le sue pareti blu: di particolare interesse sono il Palazzo Ducale del XII secolo e il cimitero militare polacco, unico in Puglia, dove sono seppelliti i soldati Polacchi che combatterono lungo il fiume Sangro, durante la seconda guerra mondiale.

l'immagine ritrae un vicolo della città di Casamassima, in Puglia, dove le abitazioni hanno il caratteristico color azzurro, unico caso in tutta Italia
Photo Credit: Angela di In giro con Angela

E voi conoscevate le motivazioni di questa scelta cromatica? Avete da segnalare altri centri abitati con le stesse colorazioni? Scrivetemi nei commenti, vi aspetto!

Questo articolo ha 32 commenti.

  1. Margherita

    Complimenti a tutte per questi contributi, non solo conoscere queste tipologie di città è stimolante, ma soprattutto le curiosità legate al colore fanno scoprire nuove cose! Ora inizierò anche io a guardare le città..secondo il piano colore! 😀

    1. Salvina82

      Grazie, non può che farmi piacere scoprire quanto sia apprezzato il risultato dei post di gruppo, informando e stimolando i lettori a guardare con occhi differenti le città visitate! 😉

  2. Eliana

    Bellissimo vedere queste città così colorate e così distanti tra loro sia per storia che per posizione in sè. Forse la più famosa è Chefchaouen ma le altre non sono sicuramente meno belle!

    1. Salvina82

      Hai ragione, sono tutte belle e particolari e meritano una visita accurata! 😉

  3. Margherita

    Ma che meraviglia!! Ho sempre visto le foto di Chefchaouen in Marocco ma non immaginavo potesse esserci una città blu anche in Italia! Tra l’altro mi piace molto questo tipo di post, vado a leggere anche quello sui toni caldi!Brava!

    1. Salvina82

      Grazie mille a te per aver apprezzato, è importante per me!

  4. Raffaella M.

    Questo articolo in collaborazione mi ha colpita fin da subito, quando Salvina lo aveva proposto sul gruppo, perchè fuori dagli schemi e particolamente originale ed intrigante. Devo ammettere di aver letto i vari contributi con molta curiosità ed è stato davvero piacevole scoprire il perchè di taluni colorazioni
    Complimenti a tutte le partecipanti, sia di questo che degli altri post sul tema “i colori dell’architettura”

    1. Salvina82

      Grazie mille Raffaella, il tuo parere più che positivo non può che farmi piacere! Complimenti anche a te, il tuo contributo è stato fondamentale e prezioso!

  5. Ilaria fenato

    Sono tutte bellissime ma Marken è quella che mi attira di più! Sarà che il verde è il mio colore preferito, ma quell’architettura e quel tono di verde combinato assieme mi piacciono tantissimo ?

    1. Salvina82

      Hai ragione, un colore ed uno stile architettonico unico al mondo! 😉

  6. Teresa

    Ho letto l’articolo tutto d’un fiato; lo hai strutturato davvero bene ed è un vero piacere farne parte!

    1. Salvina82

      Mi fa tanto piacere che vi sia piaciuto e che tu ne abbia preso parte con professionale entusiasmo! Grazie mille a te! 😉

  7. valentina

    Spesso si usa istagrammabile con un accezione negativa perchè si pensa a qualcosa di finto o creato ad hoc. Secondo me invece ancora rappresenta qualcosa di bello che deve essere condiviso. Come sempre dipende da come si usano gli strumenti che si hanno a disposizione e dovremmo essere grati delle immagini bellissime e dei posti che ig ci permette di visitare virtualmente. Utilissimi questi post

    1. Salvina82

      Sono pienamente d’accordo con te, come tutto ci vuole la giusta misura e intenti sani e genuini! Grazie per l’apprezzamento! 😉

  8. Valeria

    Che carrellata di colori! Da visitare tutte! Jodhpur è un mio grande rimpianto!

    1. Salvina82

      Il mio è Chefchaouen…era in programma lo scorso marzo, ma purtroppo è saltato causa covid

  9. Raffaella

    Mi piace molto quest’idea di raccontare i luoghi per i loro colori. Potrebbe diventare un modo per disegnare itinerari davvero sfizioso.

    1. Salvina82

      Esattamente, così si darebbe risalto a questo aspetto spesso trascurato..?

  10. Davvero bellissima questa selezione! Non sono stata in nessuno dei 3 luoghi indicati ma le prime due sono nella mia lista dei desideri praticamente da sempre! Casamassima invece non la conoscevo!

    1. Salvina82

      Pensa che io stavo per partire per Chefchaouen proprio a Marzo…che collera!!!! E vabè…mi rifarò e lo spero anche per te!?

  11. Stefania

    Complimenti un articolo molto interessante e ben fatto. Tante curiosità e spiegazioni, mi ha davvero arricchito leggerlo, grazie!

    1. Salvina82

      Mi fa davvero tanto piacere leggere il tuo commento, il mio intento era proprio quello! Grazie a te!

  12. valeria

    Città che in apparenza non hanno nulla in comune sono accomunate dalla tipologia di colore, davvero un articolo molto esaustivo!

    1. Salvina82

      volevo dare una diversa interpretazione dei luoghi..ecco perchè! Grazie! 🙂

  13. Mi era piaciuto il tuo articolo sui colori caldi e trovo altrettanto bello questo. Un modo davvero originale, quello cromatico, di raggruppare le destinazioni. Non scelgo perchè le trovo tutte imperdibili. Non sapevo assolutamente di Casamassima e mi piace l’idea che l’azzurro sia quello dell’acqua

    1. Salvina82

      Grazie mille, mi fa piacere sapere che hai apprezzato i miei articoli! Comunque hai ragione, ogni città è unica e scegliere diventa difficile! Io come te sconoscevo Casamassima..pensa un pò! 😀

  14. Veronica

    Conoscevo solo Casamassima e Chefchaouen con i loro blu e azzurri vivaci, anche se non sono stata in nessuna delle due mete. Le avevo viste proprio grazie ad Instagram che spesso ci fa scoprire mete vicine o lontane.

    1. Salvina82

      Io invece non conoscevo solo Casamassima e appena possibile mi piacerebbe visitarlo, assieme a Chefchaouen che era in programma per lo scorso marzo e sappiamo tutti com’è andata…

  15. Valentina

    Sono stata a Chefchaouen nella primavera del 2017 – quanto mi manca il Marocco – e ricordo che sono stata incantata da quelle tonalità di blu (alcune scure altre più chiare). Bellissimo anche il verde di Marken, dove sono stata da bambina insieme ai miei genitori 🙂
    Non ho mai sentito, invece, Casamassima, curioso questo paese.

    Un altro paese dai toni freddi è Júzcar, il Paese dei Puffi – si trova in Andalusia, poco distante da Málaga. Un piccolo comune le cui case sono state dipinte di blu per ricordare il cartone dei Puffi (su qualche parete ci sono persino immagini dei personaggi).

  16. Un grande abbraccio dalla “Paladina del Paese Azzurro” (così mi chiamano) e che avete menzionato nel Vs. articolo (architetto Marilina Pagliara). Pur non essendo pugliese, ma ci vivo, studio questo meraviglioso borgo da oltre 20 anni, pieno di storia e di misteri, riuscendo lentamente a recuperarlo con tante iniziative, a farlo conoscere sempre di più e farlo entrare nel cuore della gente, supportata dalla Pro Loco Casamassima con cui organizziamo tante iniziative a favore…il borgo, che era in stato di semiabbandono, perdendo anche il suo originale colore, sta riprendendo vita e i turisti aumentano…Il nome preciso “Paese Azzurro” fu messo dal pittore milanese Vittorio Viviani negli anni ’60, che rimase colpito da questo colore singolare. Vi aspettiamo a braccia aperte…

  17. Rodrigue

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    1. Salvina82

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